Il Consiglio dei ministri del 29 gennaio ha approvato il nuovo Decreto PNRR introducendo diverse misure di semplificazione per cittadini e imprese. Tra le novità più rilevanti c’è quella che riguarda le ricevute dei pagamenti effettuati con POS e, più in generale, tramite strumenti elettronici. Una modifica che incide direttamente sugli obblighi di conservazione documentale e che alleggerisce adempimenti spesso percepiti come inutilmente gravosi.
Ricevute POS e pagamenti verso la Pubblica Amministrazione
La norma interviene in particolare sui pagamenti effettuati verso la Pubblica Amministrazione attraverso canali elettronici, come la piattaforma pagoPA. Con il decreto viene eliminato l’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute rilasciate al momento del pagamento.
In concreto, l’amministrazione dovrà verificare l’avvenuto versamento consultando i propri flussi informatici o quelli della piattaforma nazionale, senza poter richiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta. Il controllo si basa quindi sui dati digitali già disponibili nei sistemi informativi, rafforzando il principio di interoperabilità tra banche dati pubbliche.
Questa impostazione s’inserisce nel più ampio percorso di digitalizzazione e razionalizzazione degli adempimenti previsto dal PNRR, con l’obiettivo di rendere più semplice il rapporto tra utenti e Pubblica Amministrazione.
Addio alla conservazione decennale degli scontrini POS
La disposizione distingue chiaramente tra ricevute dei pagamenti digitali e documenti fiscali veri e propri. Restano soggette agli ordinari obblighi di conservazione fatture, scontrini fiscali e ricevute fiscali. Viene invece eliminato l’obbligo, per cittadini e imprese, di conservare per dieci anni le ricevute cartacee generate dai terminali POS al momento del pagamento con carta di credito, debito o prepagata.
Le ricevute POS costituiscono una prova dell’avvenuto pagamento, ma non rappresentano un documento contabile necessario alla redazione del bilancio o alla dichiarazione dei redditi. Per questo motivo il legislatore ha ritenuto proporzionato superare un obbligo che nel tempo si era tradotto in un accumulo di carta e in una gestione archivistica complessa.
Ai fini degli obblighi di conservazione previsti dall’articolo 2220 del codice civile, potranno essere utilizzate le comunicazioni inviate ai clienti e la documentazione fornita da banche e intermediari finanziari ai sensi dell’articolo 119 del Testo unico bancario, purché contengano i dati delle singole operazioni. Estratti conto e rendicontazioni digitali assumono quindi pieno valore probatorio.
Impatto per cittadini, imprese ed esercenti
La misura rappresenta una semplificazione concreta. Imprese ed esercenti che utilizzano POS come strumento quotidiano di incasso vedono ridursi gli oneri legati alla conservazione fisica dei documenti. Anche per i cittadini cambia l’approccio alla gestione delle spese, soprattutto in ambito fiscale e di detrazione, dove il riferimento principale resta il documento fiscale e non la ricevuta del terminale.
Per chi opera nel settore dei pagamenti elettronici, inclusi gli esercenti che utilizzano POS tradizionali o soluzioni più evolute, il cambiamento conferma il ruolo centrale dei flussi digitali e delle rendicontazioni bancarie. Il Decreto PNRR rafforza così un sistema in cui la tracciabilità dei pagamenti è garantita dai dati informatici, rendendo superflua la conservazione di supporti cartacei privi di funzione contabile autonoma.