Nel 2026 il confronto tra SumUp e Nexi resta uno dei più cercati, ma anche uno dei più fraintesi. Non perché manchino le informazioni, ma perché spesso vengono presentate nel modo sbagliato. Si parla di funzionalità, di app, di terminali. In realtà, chi deve scegliere un POS ha un dubbio molto più semplice: quanto mi costa ogni mese incassare con carta?

SumUp e Nexi rappresentano due logiche diverse, ovvero sono due modi diversi di gestire i pagamenti.

SumUp è costruito per partire subito, senza vincoli e senza costi fissi. Nexi è una piattaforma più articolata, con condizioni che possono diventare più convenienti nel tempo, ma che richiedono un minimo di stabilità negli incassi.

Differenze tra SumUp e Nexi

SumUp nel 2026 continua a lavorare con una struttura estremamente semplice: nessun canone e una commissione fissa intorno all’1,95% su ogni transazione. Non ci sono soglie, non ci sono pacchetti, non ci sono variabili nascoste. Si paga sempre la stessa percentuale.

Nexi, invece, ha un modello più flessibile. Le commissioni possono essere più basse rispetto a SumUp, ma non sono sempre fisse e spesso si accompagnano a canoni mensili o condizioni promozionali. Nel 2026 molte offerte Nexi prevedono azzeramento del canone per un periodo iniziale o commissioni ridotte sotto certe soglie, ma vanno sempre lette nel dettaglio.

Questo significa che il confronto non si gioca sulla percentuale scritta nella pagina commerciale, ma sul costo reale a fine mese.

Cosa succede davvero tra SumUp e Nexi quando inizi a incassare

Se si guarda solo la superficie, SumUp sembra la scelta più semplice e Nexi quella più “professionale”. In realtà la differenza sta tutta nei numeri, e cambia completamente appena si mettono giù due conti fatti bene.

Prendiamo una situazione reale, non teorica: un’attività che incassa circa 1.500 euro al mese con carta.

Con SumUp il calcolo è immediato. La commissione è intorno all’1,95%, quindi si spendono poco più di 29 euro. Non c’è altro. Non ci sono canoni, non ci sono condizioni, non c’è nulla da interpretare. Questo è il motivo per cui viene scelto così spesso all’inizio: sai esattamente quanto paghi, ogni mese.

Con Nexi, invece, il discorso cambia perché non esiste una sola offerta. Se si prende il classico Mobile POS senza canone in promozione, con commissioni intorno all’1,89%, il costo su 1.500 euro scende di poco, circa 28 euro. La differenza è praticamente nulla. Un euro, forse meno. Ed è qui che molti si aspettano un risparmio che in realtà non c’è.

Se invece si entra nelle offerte con canone, il quadro si ribalta ma non sempre nel modo che ci si aspetta. Con un canone da circa 15 euro e commissioni più basse, intorno all’1,2–1,3% su bancomat (ma più alte sulle carte di credito), il costo sulle stesse transazioni scende a circa 19–20 euro, ma con il canone si torna intorno ai 34–35 euro totali. In questo caso si paga più di SumUp, non meno.

È qui che si capisce davvero cosa significa dire che Nexi è “più strutturato”: non è una questione di qualità del servizio, ma di variabili. Il costo non è unico, cambia in base all’offerta, al tipo di carta e a come sono distribuiti gli incassi.

Finché si resta su volumi bassi, tutta questa complessità non porta un vantaggio reale. Anzi, spesso porta a pagare uguale o di più.

Il discorso cambia quando gli incassi iniziano a salire. A 4.000 o 5.000 euro al mese, SumUp ti porta vicino ai 100 euro di commissioni. Non è una cifra folle, ma è abbastanza per iniziare a guardarsi intorno.

Se in quel momento hai un’offerta Nexi con commissioni reali intorno all’1,2–1,3%, anche pagando un canone, il totale scende intorno agli 80 euro. Qui il risparmio si vede davvero, una quindicina di euro al mese. Non è enorme, ma è il primo punto in cui ha senso cambiare.

Se però con Nexi resti su commissioni alte, tipo 1,8–1,9%, allora sei punto e a capo. Paghi praticamente come con SumUp, ma con più variabili da gestire.

È questo il punto che spesso viene saltato: Nexi conviene solo se hai condizioni buone davvero, non semplicemente perché “ha commissioni più basse” sulla carta.

Quindi, Nexi o SumUp?

Alla fine, la scelta è molto più semplice di quanto sembra.

Se incassi poco o in modo irregolare, SumUp è quello che ti evita errori. Paghi qualcosa in più sulle percentuali, ma non hai costi fissi e non devi stare lì a controllare ogni dettaglio.

Se invece hai incassi già stabili e sopra i 4.000–5.000 euro al mese, allora ha senso guardare Nexi. Ma solo se riesci a stare sotto l’1,5% reale. Sopra quella soglia, il vantaggio potrebbe sparire.