Le commissioni sui pagamenti elettronici possono pesare molto di più sui piccoli negozi rispetto alle grandi catene. Secondo i dati richiamati dalla Banca Centrale Europea, gli esercenti di dimensioni ridotte arrivano a sostenere costi per i pagamenti con carta fino a tre o quattro volte superiori rispetto alle aziende più grandi.

Il problema torna al centro del dibattito con uno studio pubblicato il 9 settembre dalla Banca d’Italia, dedicato proprio al modo in cui potrebbero essere fissati i limiti alle commissioni del futuro euro digitale.

Perché i piccoli negozi pagano di più

La commissione applicata a un pagamento POS non dipende soltanto dalla percentuale indicata nel contratto. Contano i volumi elaborati, il numero delle transazioni, il circuito utilizzato e soprattutto la capacità dell’esercente di negoziare condizioni migliori.

Una grande catena che processa milioni di pagamenti può ottenere tariffe personalizzate difficilmente accessibili a un bar, un negozio di quartiere o una piccola attività.

La BCE indica per i circuiti internazionali una commissione media europea nell’ordine dello 0,50% per transazione, ma sottolinea che per le realtà più piccole il costo può essere sensibilmente superiore.

Il divario diventa ancora più importante quando lo scontrino medio è basso, soprattutto se il contratto prevede anche una componente fissa per operazione.

Euro digitale, l’ipotesi di un tetto europeo

Lo studio di Bankitalia confronta diversi sistemi per stabilire il limite alle commissioni dell’euro digitale.

La soluzione considerata più efficace è un benchmark uniforme di mercato, calcolato sulla base delle commissioni applicate nell’area euro, anziché un tetto costruito sulle condizioni già negoziate dal singolo commerciante. Quest’ultimo sistema rischierebbe infatti di trasferire nel nuovo strumento le differenze presenti oggi.

Anche la BCE ritiene che l’euro digitale potrebbe ridurre sensibilmente i costi: per i piccoli commercianti la spesa potrebbe essere circa la metà rispetto agli attuali pagamenti digitali.

Nel confronto europeo è inoltre allo studio una tutela specifica per le transazioni di piccolo importo, fino alla possibilità di prevedere condizioni particolarmente favorevoli o commissioni nulle in determinate fasce. Le regole definitive, però, non sono ancora state approvate.

Cosa può fare oggi un piccolo esercente

Le nuove regole sull’euro digitale non modificano le commissioni dei POS attualmente installati. Per ridurre subito i costi conviene quindi confrontare le offerte disponibili sul mercato, perché tra un contratto e l’altro le differenze possono essere rilevanti.

Per attività con pochi incassi elettronici può risultare più conveniente un POS senza canone e con commissione sulle singole transazioni. Con volumi più elevati, invece, un piano mensile con percentuali ridotte può abbassare la spesa complessiva.

Rinunciare ai pagamenti elettronici non rappresenta quindi la soluzione: scegliere un POS adatto al fatturato e all’importo medio degli acquisti permette già oggi di contenere le commissioni, in attesa di capire quanto l’euro digitale riuscirà effettivamente a cambiare il mercato.