L’euro digitale si prepara a uscire dai documenti tecnici per entrare, almeno in fase sperimentale, nei checkout degli e-commerce e nei sistemi di pagamento dei negozi fisici. La Banca Centrale Europea ha aperto una selezione rivolta a commercianti online e mobile che vogliono partecipare al pilot destinato a verificare come funzionerebbe realmente un pagamento in euro digitale.

Le candidature sono aperte fino alle 17:00 del 27 ottobre 2026, mentre la fase operativa del test dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi.

La call appena aperta riguarda nello specifico e-commerce e m-commerce, ma il progetto è più ampio. Il pilot comprenderà infatti anche pagamenti presso i punti vendita fisici, attraverso soluzioni compatibili con POS e SoftPOS.

Per gli esercenti è quindi un passaggio interessante perché permetterà di mettere alla prova uno degli aspetti più importanti del progetto: cosa succede quando un cliente sceglie l’euro digitale al momento di pagare un acquisto, sia online sia in negozio.

Come funzionerà il pagamento in euro digitale

Il pilot non sarà ancora il lancio dell’euro digitale al pubblico.

La BCE utilizzerà una versione beta in un ambiente controllato, coinvolgendo come clienti alcuni dipendenti delle banche centrali dell’Eurosistema e un gruppo selezionato di commercianti.

Nel caso degli acquisti online, l’euro digitale comparirà come metodo di pagamento all’interno del checkout. Il cliente potrà selezionarlo e completare la transazione attraverso l’app di pagamento collegata al progetto, con un funzionamento che punta a inserirsi nel percorso di acquisto senza richiedere procedure completamente separate da quelle già conosciute.

Saranno testati anche i rimborsi collegati agli acquisti.

Il pilot comprenderà inoltre pagamenti tra privati e operazioni effettuate nei negozi fisici, anche tramite NFC e soluzioni SoftPOS, cioè sistemi che permettono di trasformare uno smartphone o altro dispositivo compatibile in uno strumento per accettare pagamenti.

La nuova selezione aperta dalla BCE riguarda però specificamente e-commerce e mobile commerce.

Quali negozi online possono candidarsi

La call non è rivolta indistintamente a qualsiasi piccolo sito che vende su internet.

La BCE richiede una struttura legale adeguata, capacità di gestire pagamenti e-commerce o m-commerce e una presenza geografica sufficiente a sostenere il test. In particolare, i candidati devono poter vendere beni o servizi agli utenti del pilot in almeno due delle località coinvolte.

Tra i Paesi partecipanti figura anche l’Italia, attraverso Banca d’Italia, insieme alle altre banche centrali nazionali dell’Eurosistema coinvolte nella sperimentazione.

Non è necessario avere già un contratto con uno dei prestatori di servizi di pagamento scelti dalla BCE. I commercianti selezionati dovranno però stabilire un rapporto con un acquiring PSP aderente al pilot, che fornirà la soluzione di accettazione e il supporto necessario all’integrazione.

Tra i prestatori coinvolti nel progetto figura anche Nexi Payments, elemento che rende ancora più diretto il collegamento con il mercato italiano dei pagamenti.

La BCE valuterà inoltre portata commerciale, preparazione operativa e capacità del candidato di contribuire in maniera utile alla sperimentazione.

Servirà un checkout dedicato al test

Per chi verrà scelto ci sarà anche un lavoro tecnico da affrontare.

L’opzione euro digitale non potrà infatti essere mostrata liberamente a tutti i clienti del sito. Il commerciante dovrà predisporre un checkout dedicato o opportunamente adattato, accessibile soltanto agli utenti autorizzati a partecipare al pilot.

Il PSP scelto supporterà il merchant nell’onboarding e nell’integrazione, ma le eventuali spese sostenute internamente dall’impresa resteranno a suo carico.

Non è prevista una remunerazione per la partecipazione né un rimborso dei costi. Allo stesso tempo, i PSP non potranno applicare agli esercenti commissioni per i servizi di pagamento collegati al pilot.

Cosa vuole capire la BCE dai commercianti

La sperimentazione servirà soprattutto a verificare se l’euro digitale può inserirsi nei sistemi di pagamento esistenti senza complicare il lavoro degli esercenti.

Ai merchant verrà chiesto di fornire informazioni su integrazione nel checkout, transazioni riuscite o fallite, tempi di completamento, annullamenti e difficoltà operative. Sarà analizzata anche l’esperienza complessiva del pagamento.

Per i punti vendita fisici sarà importante capire anche come l’euro digitale possa convivere con gli strumenti già utilizzati alla cassa e con le soluzioni POS disponibili.

È un passaggio che interessa direttamente il futuro rapporto tra euro digitale e pagamenti elettronici. La BCE ha già indicato tra gli obiettivi quello di creare uno strumento utilizzabile nei normali sistemi di accettazione e di ridurre la dipendenza europea dai grandi circuiti internazionali.

Le regole definitive, comprese quelle sulle commissioni applicabili in futuro agli esercenti, devono però ancora essere stabilite.