Il contante resta saldamente presente nei negozi italiani, anche mentre carte, smartphone e wallet digitali continuano a guadagnare spazio. A fotografare questa convivenza è la nuova indagine della Banca Centrale Europea sull’utilizzo dei diversi metodi di pagamento da parte delle imprese.
Tra le PMI italiane considerate nello studio che ricevono pagamenti nei punti vendita fisici, ben il 99% dichiara di accettare contanti. È la percentuale più alta dell’area euro insieme alla Grecia.
Il dato non racconta però un ritorno indietro nella digitalizzazione. Nello stesso periodo, infatti, è cresciuto rapidamente il numero di attività che permettono ai clienti di pagare attraverso smartphone, wallet e altri sistemi mobile.
In Italia il contante resta quasi universale
L’indagine BCE è stata realizzata su 8.205 imprese dei 21 Paesi dell’area euro, comprese 912 aziende italiane, concentrandosi soprattutto su commercio, ristorazione, hotel e attività legate a intrattenimento e tempo libero.
A livello europeo il 92% delle imprese con un punto vendita fisico accetta contanti, in aumento rispetto al 90% rilevato nel 2024.
Le carte fisiche arrivano all’88%.
La situazione italiana è ancora più marcata: considerando le PMI analizzate, il tasso di accettazione del cash raggiunge il 99%, contro l’81% del Belgio e appena il 76% di Cipro.
Per un esercente italiano, quindi, il contante continua a rappresentare un metodo di pagamento utilizzato praticamente ovunque.
I pagamenti mobile sono quasi raddoppiati
La vera trasformazione emerge però osservando lo smartphone.
Nel 2024 solo il 36% delle imprese dell’area euro dichiarava di accettare pagamenti mobile. Nel 2026 la percentuale è salita al 68%.
In appena due anni il dato è quindi quasi raddoppiato.
All’interno di questa categoria rientrano soprattutto wallet digitali e soluzioni basate sui pagamenti istantanei. A favorirne la diffusione contribuisce anche l’evoluzione dei POS: sempre più terminali accettano nativamente wallet come Apple Pay e Google Pay, mentre le soluzioni SoftPOS consentono di ricevere un pagamento contactless direttamente attraverso uno smartphone compatibile.
La crescita del mobile non sta dunque sostituendo in blocco contanti e carte, ma sta aggiungendo un’altra modalità di incasso alle attività già esistenti.
Contanti e pagamenti digitali convivono alla cassa
Circa un’impresa su tre non esprime una preferenza particolare sul metodo utilizzato dal cliente. Tra quelle che ne indicano una, il 24% preferisce la carta di debito, il 21% il contante e il 14% la carta di credito.
La scelta dei metodi da accettare dipende soprattutto dalle richieste dei clienti, dalla sicurezza e dalla semplicità di gestione.
Questo spiega perché la direzione del mercato non sia necessariamente quella di un negozio completamente cashless.
Il 92% delle imprese europee che oggi accetta contanti prevede di continuare a farlo nei prossimi cinque anni. Allo stesso tempo, un quarto delle aziende ha già introdotto almeno una misura per favorire i pagamenti digitali.
Cosa significa per chi gestisce un negozio
Per un commerciante il dato più utile non è quindi stabilire se vinceranno i contanti oppure il POS.
Il cliente si aspetta sempre più spesso di poter scegliere come pagare.
Il cash rimane molto diffuso, soprattutto in Italia, mentre carte contactless e smartphone stanno diventando strumenti abituali. Banca d’Italia ha rilevato che nel 2025 l’88% delle operazioni effettuate sui POS fisici italiani era già contactless e che il 24% dei pagamenti nei negozi passava attraverso dispositivi mobile.
Per le attività diventa quindi più importante avere un sistema di incasso capace di coprire più situazioni: carta inserita nel terminale, pagamenti contactless, wallet sullo smartphone e, quando richiesto, contante.
I nuovi dati BCE mostrano insomma un mercato dei pagamenti più diversificato, non semplicemente più digitale. In Italia il contante è ancora accettato quasi ovunque, ma la crescita dei pagamenti mobile indica chiaramente dove si sta ampliando la scelta del cliente alla cassa.