Comprare online potrebbe presto significare chiedere a un assistente AI di trovare un prodotto, confrontare le offerte e completare anche il pagamento. Non si tratta più soltanto di chatbot capaci di suggerire cosa acquistare: il cosiddetto agentic commerce punta a lasciare all’intelligenza artificiale una parte sempre più ampia del percorso che porta dall’interesse iniziale alla transazione.
Il tema sta accelerando proprio in queste settimane. Mastercard ha presentato nuovi strumenti destinati agli esercenti che vogliono rendere prodotti e servizi accessibili agli agenti AI, mentre alcune delle principali banche internazionali chiedono maggiore attenzione sui rischi legati a frodi, privacy e autorizzazioni.
Cos’è l’agentic commerce
Nel normale e-commerce è il cliente a cercare un prodotto, entrare nel sito, aggiungerlo al carrello e autorizzare il pagamento.
Con un agente AI, parte di queste operazioni può essere delegata. L’utente potrebbe, per esempio, chiedere di trovare un determinato prodotto sotto una certa cifra, confrontare disponibilità e tempi di consegna e procedere all’acquisto rispettando condizioni definite in precedenza.
Mastercard descrive un percorso articolato in tre passaggi: l’agente consulta le informazioni fornite dal merchant, propone prodotti e condizioni al cliente e, una volta ottenuta l’autorizzazione, può arrivare alla fase di pagamento.
Anche Nexi entra nel nuovo sistema
Per gli esercenti italiani il collegamento è già diretto.
Tra le società che Mastercard indica come partecipanti allo sviluppo della propria Agent Suite for Merchants figura infatti anche Nexi, insieme ad aziende come Worldline, Fiserv e Global Payments.
L’obiettivo è consentire ai merchant di rendere disponibili agli agenti AI informazioni come prezzi, disponibilità dei prodotti, modalità di consegna e condizioni di vendita, mantenendo però il controllo su ciò che viene mostrato e sulle regole commerciali applicate.
Per un negozio online questo apre un nuovo problema: in futuro non basterà necessariamente essere visibili su Google o sui marketplace. I prodotti dovranno poter essere compresi e utilizzati anche dai sistemi AI che effettuano ricerche per conto dei clienti.
Il pagamento resta il passaggio più delicato
La fase critica arriva quando l’assistente smette di consigliare e deve spendere realmente denaro.
Mastercard sta lavorando su sistemi che permettano di dimostrare che l’operazione effettuata dall’agente corrisponde alle intenzioni del cliente, mentre Visa ha avviato progetti simili per gestire credenziali e autorizzazioni nei pagamenti effettuati attraverso agenti AI.
Proprio su questo punto sono arrivati gli avvertimenti di diverse banche internazionali. NatWest, Bank of America, ING e altri istituti temono che la crescita degli acquisti automatizzati possa anticipare lo sviluppo delle necessarie protezioni contro truffe, utilizzi impropri dei dati e transazioni non desiderate.
Tra le richieste figurano regole più chiare per identificare quando una transazione viene avviata da un agente AI e procedure che permettano al cliente di sapere chi è responsabile in caso di problema.
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Cosa cambia davvero per gli esercenti
Per ora non significa installare un nuovo POS in negozio.
L’agentic commerce riguarda soprattutto e-commerce e pagamenti digitali, ma potrebbe cambiare profondamente il modo in cui nasce una vendita. Un cliente potrebbe non visitare più direttamente il sito dell’esercente: sarà l’assistente AI a trovare il prodotto, verificarne il prezzo e presentarlo all’utente.
Il merchant dovrà quindi essere in grado di fornire agli agenti dati aggiornati e affidabili, senza perdere il controllo sul prezzo finale, sulla disponibilità e sulle condizioni di vendita.
La tecnologia è ancora in una fase iniziale, ma i circuiti di pagamento e gli acquirer si stanno già preparando. Per gli esercenti, il prossimo cambiamento dei pagamenti digitali potrebbe quindi non riguardare soltanto come viene pagato un acquisto, ma anche chi – o cosa – arriva fino alla cassa.