Un piccolo disallineamento tra i pagamenti ricevuti con il POS e le operazioni registrate ai fini dei corrispettivi non comporta più automaticamente una sanzione. Il Decreto Legislativo 148/2026 ha introdotto una soglia di tolleranza del 5%, pensata per evitare conseguenze nei casi in cui la differenza derivi da errori o situazioni operative di entità limitata.

La novità è entrata in vigore il 12 agosto 2026 e interviene sul sistema di controlli legato al collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e Registratori Telematici.

POS e scontrini: come funziona la tolleranza del 5%

La percentuale va riferita al numero delle operazioni, e non all’importo complessivamente incassato.

Il confronto avviene tra le operazioni indicate come regolate elettronicamente e memorizzate per la trasmissione dei corrispettivi e i pagamenti elettronici effettivamente accettati. Se la discrepanza non supera il 5%, non trovano applicazione le sanzioni previste dalla disciplina interessata dalla modifica.

Un esempio permette di capire meglio. Se risultano 100 pagamenti elettronici e 96 operazioni correttamente registrate come tali, la differenza è del 4% e resta entro la nuova soglia. Con 94 registrazioni rispetto a 100 pagamenti, invece, lo scostamento raggiunge il 6% e la protezione non opera.

Situazioni simili possono verificarsi, ad esempio, quando un unico conto viene pagato separatamente da più clienti oppure durante momenti di forte affluenza nei quali si genera una differenza tra transazioni POS e dati memorizzati.

Quali sanzioni vengono escluse

La novità interessa le violazioni relative alla memorizzazione e trasmissione dei dati dei pagamenti elettronici, per le quali è prevista una sanzione di 100 euro per ciascuna trasmissione, entro il limite di 1.000 euro per trimestre.

La protezione entro il 5% riguarda anche le conseguenze accessorie previste in presenza di violazioni reiterate, che in determinate circostanze possono portare alla sospensione della licenza o dell’attività.

L’obiettivo è quindi distinguere i piccoli disallineamenti operativi dalle irregolarità più rilevanti.

Il 5% non è una franchigia sugli incassi

La soglia non consente di lasciare fuori dallo scontrino il 5% degli importi ricevuti. Non viene confrontato il valore in euro delle vendite, ma il numero delle operazioni.

Se un corrispettivo non viene fiscalmente certificato, la nuova disposizione non elimina le conseguenze previste per l’omessa certificazione. Allo stesso modo, resta obbligatorio associare correttamente gli strumenti di pagamento elettronico al Registratore Telematico.

Per il mancato collegamento tra POS e RT continua infatti a essere prevista una sanzione compresa tra 1.000 e 4.000 euro, oltre alle eventuali conseguenze accessorie stabilite dalla normativa.

Per gli esercenti la nuova soglia rappresenta quindi una tutela contro le piccole differenze generate dall’operatività, senza modificare gli obblighi di certificazione delle vendite e di collegamento dei dispositivi.