Il nuovo sistema che mette in relazione POS e registratori telematici comincia a produrre dati rilevanti. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati emessi circa 220 milioni di scontrini in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre la maggiore base imponibile registrata ha raggiunto 11,8 miliardi di euro.
I numeri, riportati dal Sole 24 Ore e ripresi nel fine settimana da diverse testate, arrivano nel primo anno di applicazione delle nuove regole che consentono all’Amministrazione finanziaria di mettere in relazione i pagamenti elettronici con i corrispettivi trasmessi dagli esercenti.
Per negozi, ristoranti e altre attività commerciali si tratta di uno dei cambiamenti più importanti introdotti nel 2026 nella gestione quotidiana degli incassi.
POS e registratori telematici, cosa mostrano i primi dati
Il dato degli otto mesi amplia nettamente quanto emerso alla fine del primo semestre. Tra gennaio e giugno erano stati rilevati 160 milioni di scontrini aggiuntivi, associati a circa 9,1 miliardi di euro di imponibile in più rispetto all’anno precedente.
Luglio e agosto hanno aggiunto quasi 60 milioni di documenti commerciali e ulteriori 2,7 miliardi di base imponibile, portando il totale a 11,8 miliardi.
Il collegamento richiesto nel 2026 non consiste necessariamente in un cavo o in un’integrazione fisica tra terminale e cassa. L’Agenzia delle Entrate prevede l’associazione degli strumenti di pagamento elettronico utilizzati dall’esercente con quelli impiegati per certificare i corrispettivi, attraverso le funzionalità disponibili nell’area Fatture e Corrispettivi. Per nuovi POS o modifiche successive, sono previste specifiche finestre temporali per aggiornare l’associazione.
In questo modo diventa più semplice confrontare i flussi provenienti dai pagamenti elettronici con i dati fiscali trasmessi dall’attività.
11,8 miliardi non sono tasse recuperate
Il dato più importante richiede però una precisazione: 11,8 miliardi di imponibile emerso non equivalgono a 11,8 miliardi di maggiori entrate per lo Stato.
Una prima stima, utilizzando un’aliquota IVA media ipotetica del 18%, porterebbe a circa 2,1 miliardi di IVA potenziale. Il gettito effettivo può essere molto diverso perché occorre considerare l’imposta detraibile sugli acquisti, le modalità di liquidazione e i contribuenti che operano in regimi nei quali l’IVA non viene applicata, come il forfettario.ì
Gli effetti sulle imposte sui redditi potranno inoltre essere valutati in maniera più completa con le dichiarazioni fiscali presentate nel 2027.
Le entrate IVA crescono, ma il POS non spiega tutto
Un primo segnale arriva comunque dai dati sulle entrate tributarie.
Tra gennaio e luglio 2026 l’IVA sugli scambi interni è aumentata di circa 2,7 miliardi di euro, pari al 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel solo mese di luglio la crescita è stata di 580 milioni, il 4,6%.
Non sarebbe però corretto attribuire automaticamente l’intero incremento al collegamento tra POS e registratori. Sul risultato incidono anche l’andamento dei prezzi e altri meccanismi fiscali, compreso lo split payment. Il Dipartimento delle Finanze segnala comunque una crescita delle entrate tributarie complessive nei primi sette mesi del 2026 rispetto all’anno precedente.
Cosa cambia nei controlli sugli esercenti
L’aspetto destinato ad avere effetti più duraturi riguarda probabilmente la qualità dei dati disponibili.
Incassi elettronici e corrispettivi possono essere confrontati con maggiore facilità, permettendo di individuare scostamenti anomali e concentrare i controlli sulle posizioni che richiedono un approfondimento.
Allo stesso tempo, secondo le informazioni diffuse sul nuovo sistema, è stata prevista una tolleranza del 5% per differenze contenute tra i dati dei corrispettivi e quelli relativi ai pagamenti elettronici, così da evitare che normali disallineamenti operativi producano automaticamente conseguenze per l’esercente.
I primi otto mesi del 2026 mostrano quindi un cambiamento che va oltre la semplice diffusione dei pagamenti con carta: il POS entra sempre più direttamente nel sistema di controllo e riconciliazione fiscale degli incassi. Per gli esercenti diventa di conseguenza ancora più importante verificare che terminali, registratori telematici e dati comunicati all’Agenzia delle Entrate risultino correttamente associati.